La Grecia ha approvato una tassa del 10% sui guadagni crypto e un prelievo del 15% sui redditi DeFi. Gli investitori hanno una finestra di 12 mesi per dichiarare i guadagni passati senza sanzioni per dichiarazione tardiva, ma le regole per gli swap crypto-crypto restano indefinite.
Le due aliquote
Il nuovo quadro normativo fissa due aliquote distinte in base all'origine del reddito. Il profitto realizzato dalla vendita di crypto-asset è tassato al 10%, mentre il reddito generato tramite DeFi è tassato al 15%.
Categoria | Aliquota | Nota |
|---|---|---|
Guadagni crypto | 10% | si applica al profitto realizzato |
Reddito DeFi | 15% | aliquota separata rispetto ai guadagni sulle vendite |
Dichiarazione retroattiva | 12 mesi | nessuna sanzione per dichiarazione tardiva |
Il divario di 5 punti tra le due aliquote rende importante la classificazione: lo stesso importo può essere tassato al 10% o al 15% a seconda della fonte.
La finestra di 12 mesi per i guadagni passati
Hai 12 mesi per dichiarare i guadagni crypto realizzati in passato senza le consuete sanzioni per dichiarazione tardiva. L'esenzione riguarda le sanzioni per ritardo sugli importi dichiarati entro quel periodo.
Il 5 novembre il Ministero delle Finanze ha pubblicato una dichiarazione del ministro Kyriakos Pierrakakis sull'evasione fiscale: "Ogni euro che recuperiamo dall'evasione fiscale è un euro che possiamo restituire ai cittadini."
Gli swap crypto-crypto sono la zona grigia
Il quadro approvato non chiarisce se uno scambio diretto tra due criptovalute - per esempio BTC in ETH - sia un evento imponibile o se la tassa si applichi solo alla conversione in euro.
Per i trader attivi la differenza conta: se ogni swap è imponibile, devi calcolare profitto o perdita a ogni scambio, non solo all'uscita in valuta fiat. Finché non arriva un chiarimento, non esiste una regola esplicita per queste operazioni.
