Donne nel Web3: colmare il divario di genere nell’economia digitale

Giulia Bianchi
Giulia Bianchi
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Il mondo delle criptovalute e delle startup è definito da innovazione, energia giovanile e un approccio aperto al futuro. Eppure, nonostante sia uno dei settori più all’avanguardia della tecnologia, la disparità di genere resta un problema persistente.

Colmare questo divario richiede più della sola innovazione tecnica; serve un cambiamento attivo e intenzionale nel modo in cui si supportano le donne in questo ambito.

Per discutere la realtà di queste sfide e le soluzioni in corso, abbiamo parlato con Gracy Chen, CEO di Bitget, un’eccellenza nel panorama delle Universal Exchange.

Puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo percorso professionale finora?

Ho iniziato la mia carriera come conduttrice televisiva per un programma dedicato a Finanza e Tecnologia. Nel 2014, alcuni amici del settore hanno iniziato a suggerirmi di approfondire il tema delle criptovalute. Quella curiosità mi ha portata a indagare più a fondo l’argomento. Ho iniziato ad acquistare alcuni dei principali asset crypto e sono diventata anche una dei primi investitori in BitKeep (oggi Bitget Wallet), che ormai è uno dei principali wallet decentralizzati a livello globale.

Alla fine ho deciso di lasciare il mondo dei media per assumere un ruolo attivo nell’ecosistema delle startup. Ho co-fondato e gestito due startup nei settori Fintech e VR, esperienze che mi hanno offerto un corso intensivo su come costruire qualcosa da zero.

Nella primavera del 2022 avevo accumulato circa un decennio di esperienza nella gestione aziendale, marketing e investimenti. Quando un amico mi ha detto che Bitget cercava un Managing Director, mi è sembrato l’allineamento perfetto con i miei interessi. Sono entrata come primo MD dell’azienda nell’aprile 2022 e, dopo due anni di leadership nelle strategie di crescita e nello scaling della piattaforma, ho avuto l’onore di essere nominata CEO nel maggio 2024.

Cosa ti ha attratto in particolare del settore Web3?

Tutto è iniziato con il white paper di Bitcoin. Nel momento in cui l’ho letto, ne sono rimasta immediatamente affascinata. Avendo un background in Matematica Applicata, sono rimasta colpita dalla bellezza matematica e dalla logica del protocollo. Non era solo codice; era un sistema trasparente e democratico che offriva un modo per instaurare fiducia senza bisogno di intermediari.

Sono sempre stata attratta dall’idea di un registro decentralizzato che non sostituisse, ma piuttosto completasse, l’industria finanziaria tradizionale aggiungendo un livello di efficienza e inclusione. Pur non considerandomi una “ribelle” in senso stretto, ho sempre avuto poco interesse a seguire regole preesistenti, e molto di più nel crearne di nuove.

Il Web3 offriva esattamente questa opportunità: trovarsi all’estremo confine dell’innovazione. Oggi ciò che mi entusiasma di più è il potenziale illimitato di crescita. Vedere come tecnologie come la DeFi possano offrire accesso finanziario a persone in qualunque parte del mondo è davvero potente, e contribuire alla costruzione di questa infrastruttura è ciò che mi motiva ogni giorno.

Puoi spiegare cos’è il Web3 a chi non lo conosce?

In termini semplici, il Web3 è la prossima generazione di Internet. Alla sua base, utilizza la tecnologia blockchain per creare un Internet più aperto, trasparente e sicuro.

Nel nostro attuale mondo “Web2”, i nostri dati e le applicazioni risiedono su server centralizzati di proprietà di poche grandi aziende. Nel mondo del Web3, invece, questi dati sono distribuiti su reti decentralizzate.

Ciò significa che i dati degli utenti non appartengono più a una singola azienda o istituzione, ma sono totalmente sotto il controllo autonomo dell’utente stesso. È un passo verso un Internet più democratico, dove le transazioni sono peer-to-peer, le identità sono sicure e l’utente si trova al centro dell’ecosistema.

Secondo la tua esperienza, qual è la realtà attuale del divario di genere nel settore Web3?

Sebbene l’industria del Web3 sia indubbiamente una delle più progressiste oggi, dobbiamo riconoscere che esistono ancora importanti disparità. Credo davvero che, mentre lavoriamo per ridurre i pregiudizi di genere, questo settore possa diventare un’ispirazione per altri campi tech, ma non siamo ancora arrivati a quel punto.

Il problema più evidente è la continua disparità nei finanziamenti: le startup guidate da donne ricevono ancora capitale significativamente inferiore rispetto a quelle guidate da uomini. Questa mancanza di accesso ai fondi crea un soffitto di cristallo per molte brillanti imprenditrici prima ancora che possano iniziare.

Inoltre, le donne restano sottorappresentate nelle posizioni di leadership dell’ecosistema, il che può talvolta generare un ambiente poco accogliente e limitare la visione di ciò che la crescita professionale può rappresentare per le nuove generazioni.

Infine, c’è un chiaro divario nell’accesso al mentorship e ai modelli di riferimento. Navigare le complessità del panorama Web3 richiede una solida rete di supporto, e in assenza di questi “apripista” diventa molto più difficile per le donne costruire carriere di successo e di lungo periodo.

Quali iniziative o cambiamenti concreti dovrebbero essere implementati per ridurre efficacemente questo divario e promuovere una maggiore inclusione?

Promuovere un’uguaglianza di genere duratura nel Web3 richiede un approccio a più livelli, che vada oltre le soluzioni temporanee e punti alla costruzione di un percorso sostenibile.

Il primo pilastro è l’educazione. Dobbiamo abbassare le barriere d’ingresso rendendo il settore più accessibile, non solo attraverso corsi tecnici, ma anche mediante eventi e piattaforme che normalizzino la partecipazione femminile alla blockchain.

Un altro elemento fondamentale è il mentorship. Le donne hanno bisogno di un ecosistema professionale in cui possano accedere direttamente a colleghe e modelli di riferimento — uno “spazio sicuro” dove porre domande, fare rete e affrontare con fiducia le complessità tecniche di questo settore.

Tuttavia, educazione e mentorship possono fare solo fino a un certo punto senza un adeguato sostegno finanziario. Fornire capitale diretto alle imprenditrici che tradizionalmente non hanno accesso ai fondi di venture capital è il modo più efficace per incentivare l’innovazione.

Finanziare le donne non significa solo spuntare una casella; significa contribuire alla reale crescita economica e alla diversità dell’intero settore.

Proprio per questa filosofia abbiamo lanciato il programma Blockchain4Her. Con questa iniziativa ci impegniamo a supportare le donne attraverso programmi di incubazione, competizioni di pitch e partnership globali.

Che consiglio daresti a una donna che vuole entrare nel mondo Web3 o avviare un’attività in questo ambito?

Credo che determinazione e resilienza siano le risorse più preziose. Il settore Web3 si muove incredibilmente veloce e, anche se il pregiudizio di genere è una realtà che stiamo lavorando per cambiare, non bisogna lasciarsi scoraggiare. Piuttosto, bisogna concentrarsi sui propri punti di forza e farsi trovare pronte a cogliere le opportunità appena si presentano.

Consiglio sempre di partire da un piano chiaro e di concentrarsi su piccoli passi costanti. Che si tratti di imparare un nuovo protocollo, fare il primo investimento o elaborare un modello di business, il progresso si costruisce un giorno alla volta.

Soprattutto, non esitare a entrare in una comunità. Il Web3 nasce come ambiente collaborativo; cerca una rete di colleghi con cui condividere conoscenze e ampliare il tuo network. Avere un sistema di supporto farà una grande differenza nel tuo percorso.

La strada non è facile, e lungo il cammino ci saranno sfide, ma l’opportunità di contribuire a plasmare il futuro vale assolutamente lo sforzo!

Avvertenza sui rischi: I prezzi degli asset digitali sono soggetti a fluttuazioni e possono subire una volatilità significativa. Si consiglia agli investitori di destinare solo fondi che possono permettersi di perdere. Il valore di qualsiasi investimento può essere influenzato e c’è la possibilità che gli obiettivi finanziari non vengano raggiunti, né il capitale investito recuperato. Si raccomanda di cercare sempre una consulenza finanziaria indipendente e di considerare attentamente la propria esperienza e situazione finanziaria personale. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Bitget non si assume alcuna responsabilità per eventuali perdite subite. Nulla di quanto contenuto nel presente testo deve essere interpretato come consulenza finanziaria.
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