Finanza tradizionale e criptovalute non sono più mercati paralleli (BingX Research)

Manuela Istrate

BingX Research ha osservato che, nell’ultimo anno, la finanza tradizionale e gli asset digitali si stanno integrando molto più rapidamente.

Ciò che un tempo era solo un’ipotesi sulla connessione tra due sistemi separati, ora si riflette concretamente nei flussi di fondi, nei sistemi di pagamento, nelle garanzie e nelle modalità di accesso al patrimonio privato.

La domanda principale ora non è se le criptovalute rimarranno separate dalla finanza tradizionale, ma con quale rapidità i sistemi di asset digitali entreranno a far parte del mercato complessivo.

Attualmente, tre segnali principali indicano questo cambiamento. Gli ETF sul Bitcoin spot hanno semplificato l’inserimento di asset digitali nei portafogli degli investitori.

I prodotti di tesoreria tokenizzati sono passati dall’essere semplici idee all’essere utilizzati come garanzia dalle istituzioni. Le principali società di pagamento stanno acquistando, aggiornando e sviluppando sistemi di stablecoin.

Tutto ciò dimostra che gli asset tradizionali e digitali stanno iniziando a collaborare, consentendo a ciascuna parte di mantenere i propri sistemi pur mantenendo la connessione.

Il segnale istituzionale: i flussi degli ETF

Il segnale più forte da parte degli investitori istituzionali rimane il mercato statunitense degli ETF sul Bitcoin spot. L’ETF iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, lanciato a gennaio 2024, ha raggiunto un patrimonio netto di 63,5 miliardi di dollari al 1° maggio 2026, secondo la pagina web del fondo su iShares (iShares).

Questo è importante perché IBIT non è destinato solo agli esperti di criptovalute. Offre un’esposizione agli asset digitali in un formato che gli investitori tradizionali già conoscono.

I flussi confermano questo dato. IBIT ha attratto oltre 25 miliardi di dollari di afflussi netti nel 2025, dopo circa 37 miliardi di dollari nel 2024, portando gli afflussi netti cumulativi a circa 62,5 miliardi di dollari dal suo lancio, con il totale attribuito a Farside Investors nei report di mercato (Yahoo Finance).

BlackRock ha inoltre inserito IBIT tra i suoi principali temi di investimento per il 2025, insieme ai titoli di Stato a breve termine e all’esposizione alle società tecnologiche statunitensi a grande capitalizzazione, secondo lo stesso report (Yahoo Finance).

Questo raggruppamento è importante perché sposta l’esposizione agli asset digitali da investimento di nicchia a componente normale nella costruzione di un portafoglio.

Quando un grande gestore patrimoniale inserisce un fondo Bitcoin accanto ai titoli di Stato e ai principali titoli tecnologici statunitensi, il dibattito si sposta dalla questione se appartenere o meno a quella di quanto includerlo, come gestire il rischio e come integrarlo nel portafoglio.

Gli istituti finanziari possono ancora discutere di aspetti come la volatilità e il timing, ma gli asset digitali sono ormai parte integrante del mercato.

Il segnale infrastrutturale: la tokenizzazione

Il prossimo grande segnale è la tokenizzazione, soprattutto per quanto riguarda i titoli del Tesoro statunitensi tokenizzati. Il BlackRock USD Institutional Digital Liquidity Fund, BUIDL, è stato lanciato a marzo 2024 come il loro primo fondo tokenizzato su una blockchain pubblica. Ha raggiunto 1 miliardo di dollari di asset a marzo 2025 (PR Newswire).

Questo fondo offre agli investitori qualificati accesso on-chain ai rendimenti in dollari statunitensi, dividendi giornalieri e trasferimenti peer-to-peer quasi istantanei, secondo Securitize (PR Newswire).

A maggio 2026, RWA.xyz ha riportato che il mercato dei titoli del Tesoro statunitensi tokenizzati valeva 15,20 miliardi di dollari, di cui circa 2,58 miliardi rappresentati da BUIDL (RWA.xyz).

Sebbene questa cifra sia ancora esigua rispetto all’intero mercato dei titoli del Tesoro, è comunque significativa. I titoli del Tesoro tokenizzati sono ormai molto più di una semplice questione di pagamenti più rapidi. Vengono utilizzati come garanzia programmabile, strumenti di liquidità on-chain e riserve per altri prodotti finanziari.

Gli utilizzi di BUIDL dimostrano quanto velocemente la tokenizzazione possa passare dal lancio all’utilizzo nel mondo reale. Securitize ha affermato che BUIDL ha contribuito alla gestione della tesoreria, al supporto delle stablecoin, all’accesso alla DeFi e alla garanzia di trading quando ha superato il miliardo di dollari di asset (PR Newswire).

Più avanti nel 2025, Securitize ha dichiarato che BUIDL sarebbe stato accettato come garanzia off-exchange per il trading su una delle principali piattaforme di asset digitali (PR Newswire). Il punto principale è che il debito pubblico tokenizzato viene ora utilizzato per rendere più efficienti i mercati degli asset digitali.

Il segnale dei pagamenti: Stablecoin Rails

Il terzo segnale riguarda i pagamenti. Il 4 febbraio 2025 Stripe ha acquisito Bridge per 1,1 miliardi di dollari per concentrarsi sui sistemi di stablecoin (CNBC). Secondo CNBC (CNBC)., Bridge aiuta le aziende a gestire pagamenti in stablecoin e trasferimenti transfrontalieri senza dover affrontare tutti i dettagli tecnici dei token digitali.

Questa operazione non è stata un caso isolato. Nel 2024, le stablecoin hanno gestito transazioni per un valore di 15,6 trilioni di dollari, una cifra simile a quella di Visa, secondo l’analisi fintech di a16z (Andreessen Horowitz). A questo livello, le stablecoin sono molto più di un semplice metodo per regolare le transazioni in criptovalute. Vengono ora prese in considerazione per i pagamenti globali, il trasferimento di denaro tra tesorerie e i regolamenti programmabili.

La mossa successiva di Stripe ha mostrato la direzione che sta prendendo il settore. Alla fine di settembre 2025, Stripe ha lanciato Open Issuance from Bridge, una piattaforma che consente alle aziende di creare e gestire le proprie stablecoin (Stripe).

Secondo Stripe (Stripe), le aziende possono scegliere quali blockchain utilizzare, impostare smart contract e decidere come garantire le proprie criptovalute, il tutto connettendosi a una rete di liquidità condivisa.

Questo segna un cambiamento, passando dalla semplice accettazione di stablecoin come metodo di pagamento all’integrazione della creazione di stablecoin nell’infrastruttura aziendale.

La prossima frontiera: l’accesso dei piccoli investitori ai mercati privati

La prossima fase di questa tendenza andrà probabilmente oltre gli asset quotati e i prodotti assimilabili alla liquidità. I mercati privati sono stati in genere limitati agli investitori facoltosi, a elevati importi minimi di investimento e a mercati secondari difficili da negoziare.

Per i piccoli investitori, questo ha significato perdere l’opportunità: molte aziende in rapida crescita diventano ampiamente accessibili solo dopo la quotazione in borsa, momento in cui gran parte del valore è già stato creato.

Questa situazione sta iniziando a cambiare. Nell’aprile del 2026, Morningstar ha riportato che gli investitori al dettaglio avrebbero potuto ottenere un’esposizione pre-IPO a OpenAI tramite gli ETF di ARK Invest, nell’ambito del round di finanziamento di OpenAI.

Il rapporto menzionava anche che gli investitori pubblici ora hanno più modi per accedere a società private come Databricks, Stripe ed ElevenLabs tramite fondi quotati (Morningstar).

Ha sottolineato che aziende come SpaceX e OpenAI sono state criticate per essere rimaste private più a lungo, il che ha impedito ai piccoli investitori di partecipare ai grandi guadagni dei mercati privati (Morningstar).

Le strutture perpetue tokenizzate rappresentano un altro aspetto di questo cambiamento. Non conferiscono una partecipazione azionaria diretta e comportano rischi quali quelli relativi a prezzi, liquidità e controparti.

Tuttavia, dimostrano che ora è possibile ottenere esposizione prima che un’azienda si quoti in borsa. Nel 2026, questo accesso pre-IPO rappresenterà un’area chiave di convergenza tra i mercati delle criptovalute e quelli tradizionali.

Il livello operativo: l’IA nel trading al dettaglio

Con la crescente disponibilità di asset, la situazione si complica. Presto, gli investitori al dettaglio potrebbero avere accesso ad azioni, indici, materie prime, forex, criptovalute, obbligazioni perpetue, titoli di Stato tokenizzati e prodotti di mercato privato, tutto in un unico luogo.

Ma il semplice accesso non è sufficiente se gli utenti non sono in grado di confrontare i propri investimenti o di comprenderne il comportamento in mercati difficili.

È qui che l’IA diventa il livello operativo. Bloomberg ha riportato nel giugno 2025 che gli strumenti di trading basati sull’IA, capaci di analizzare grandi set di dati e costruire portafogli, si stavano spostando da Wall Street verso i casi d’uso per gli investitori al dettaglio (Bloomberg). Lo stesso rapporto ha evidenziato che, secondo i calcoli di Barclays, gli investitori al dettaglio possiedono direttamente circa il 25% del mercato azionario statunitense e indirettamente oltre il 60% attraverso i conti pensionistici (Bloomberg).

Nei mercati con molteplici tipologie di asset, la vera questione per l’IA non è solo se sia in grado di suggerire operazioni di trading. La questione più importante è se l’intelligenza artificiale possa aiutare gli utenti a comprendere mercati complessi mappando le esposizioni, simulando scenari, monitorando la liquidità, dimensionando le posizioni e spiegando i rischi. Nei prossimi due anni, probabilmente vedremo quali strumenti di IA saranno realmente utili per il trading e quali saranno solo strumenti di marketing.

La precisazione: opportunità e complessità

L’integrazione di questi mercati crea nuove opportunità e nuove sfide. Gli ETF semplificano gli investimenti in asset digitali, ma non eliminano la volatilità. I titoli di Stato tokenizzati possono rendere più efficienti i regolamenti e le garanzie, ma introducono nuovi rischi operativi.

I sistemi di stablecoin possono agevolare i pagamenti globali, ma gli utenti devono comunque comprendere il funzionamento delle riserve e i rischi della rete. I prodotti pre-IPO possono facilitare l’accesso, ma presentano anche il problema della scarsa chiarezza dei valori di mercato privati per gli investitori al dettaglio.

Questa lacuna nella comprensione è ora una questione cruciale. Gli investitori al dettaglio accedono al mercato più velocemente di quanto imparino a conoscere i rischi.

Ciò non significa che la tendenza debba invertirsi, ma implica che il prossimo passo richieda una progettazione dei prodotti più chiara, strumenti migliori e spiegazioni più trasparenti sul reale significato di ciascun investimento.

Prospettive Future

Nel prossimo anno, BingX Research monitorerà quattro aspetti. In primo luogo, i flussi istituzionali verso gli ETF rimarranno stabili anche in presenza di mercati volatili? Le allocazioni a lungo termine contano più dell’entusiasmo iniziale nel primo anno.

In secondo luogo, gli asset tokenizzati del mondo reale si espanderanno oltre i titoli di Stato, includendo azioni, materie prime e credito, e ci sarà sufficiente liquidità per un utilizzo reale?

In terzo luogo, BingX osserverà quanto si approfondirà il mercato pre-IPO con l’ingresso di un numero crescente di investitori retail. Se i prodotti legati ai mercati privati rimarranno di piccole dimensioni, frammentati e difficili da prezzare, le opportunità per gli investitori retail rimarranno limitate.

Ma se la liquidità migliorerà, il 2026 potrebbe essere il primo anno in cui gli investitori comuni avranno a disposizione strumenti concreti per accedere ad asset che prima erano riservati esclusivamente agli investitori istituzionali.

In quarto luogo, BingX sta valutando il livello di sofisticazione degli strumenti di intelligenza artificiale per il trading retail. Man mano che gli investitori avranno accesso a un numero maggiore di tipologie di asset, i sistemi che utilizzeranno diventeranno altrettanto importanti quanto gli asset stessi.

La prossima fase dell’integrazione tra finanza tradizionale e criptovalute non riguarderà solo ciò che può essere tokenizzato o quotato, ma anche la capacità degli investitori di gestire la complessità con strumenti che rendano i rischi più chiari, e non più difficili da individuare.
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