Il FMI ha pubblicato una panoramica approfondita sulle stablecoin, riconoscendone la significativa crescita e l’attenzione che hanno suscitato. Il documento include sviluppi di mercato, casi d’uso, potenziali benefici e rischi, oltre al panorama normativo internazionale in evoluzione.
Le stablecoin rappresentano una parte importante dell’industria cripto, fungendo da collegamento tra TradFi e DeFi.
Emissione di Stablecoin negli Ultimi Anni
Il FMI ha evidenziato che l’emissione di stablecoin è raddoppiata negli ultimi due anni, trainata dal loro utilizzo nelle operazioni di trading cripto. I dati di CMC mostrano che la capitalizzazione di mercato totale delle principali stablecoin, al 5 dicembre, supera i 316,4 miliardi di dollari, con un volume di scambi superiore ai 106 miliardi.
Tether (USDT) è leader in termini di capitalizzazione, con oltre 185,5 miliardi di dollari, seguita da USDC con più di 78 miliardi.
I dati di CoinGlass mostrano che la capitalizzazione di mercato delle stablecoin (inclusi USDT, USDC, DAI e FDUSD) si aggirava intorno ai 270 miliardi di dollari nel dicembre 2025, rispetto a oltre 120 miliardi nello stesso mese del 2023.

Questo mese la capitalizzazione totale di mercato delle stablecoin ha raggiunto un nuovo ATH e, come sottolineato dal FMI, è più che raddoppiata negli ultimi due anni.
Benefici e Rischi delle Stablecoin Analizzati dal FMI
Il FMI ha inoltre valutato i benefici e i rischi che le stablecoin comportano per il sistema finanziario.
Tra i benefici evidenziati dall’istituzione finanziaria figurano:
- Pagamenti più economici e rapidi, soprattutto transfrontalieri e per le rimesse
- Sostegno alla crescita economica
- Interoperabilità
- Maggiore accessibilità dei pagamenti al dettaglio
- Aumento della concorrenza e maggiore diversificazione dei prodotti
- Maggiore efficienza nei pagamenti tramite tokenizzazione
- Costi inferiori
- Incremento dell’innovazione
- Un’esperienza utente più semplice e completa
- Riduzione del rischio di controparte grazie all’integrazione con smart contract
Tra i potenziali rischi connessi alle stablecoin, il FMI menziona:
- Rischi legati alla stabilità macrofinanziaria, all’integrità finanziaria e alla certezza giuridica
- Un possibile contributo alla sostituzione valutaria
- Rischi associati a un aumento della volatilità dei flussi di capitale
- Potenziali conflitti tra politiche nazionali
Il FMI osserva che tali rischi potrebbero essere più pronunciati nei paesi con alta inflazione, istituzioni deboli o bassa fiducia nel quadro monetario interno.
Il Panorama Normativo delle Stablecoin è in Evoluzione
L’istituzione finanziaria prevede che la futura domanda di stablecoin potrebbe derivare da ulteriori casi d’uso abilitati da quadri legali e normativi adeguati. Gli Stati Uniti sostengono la regolamentazione delle stablecoin attraverso i propri atti GENIUS e CLARITY, mentre l’UE ha rafforzato la normativa sulle cripto tramite il framework MiCA.
Il FMI ha sottolineato che l’aumento dell’uso globale delle stablecoin rende essenziale la cooperazione internazionale, affermando che continuerà a monitorare da vicino gli sviluppi, fornendo analisi, orientamenti e consulenza politica ai paesi membri in materia di cripto, incluse le stablecoin.
Un approccio collaborativo può contribuire a creare un ecosistema finanziario più resiliente e inclusivo, aprendo la strada a soluzioni innovative in grado di stimolare la crescita economica.
Nel marzo 2025, il FMI ha integrato Bitcoin e le cripto negli standard finanziari globali attraverso la settima edizione del suo Manuale della Bilancia dei Pagamenti (BPM7).

